Visita oculistica pediatrica

La prevenzione  in oculistica ha varie fasi critiche.

La prima fase è quella nell’età pediatrica, quando i bambini devono essere assolutamente sottoposti a un controllo oculistico nell’età prescolare per prevenire o diagnosticare precocemente alcuni dei possibili difetti visivi tra i quali:

 

·         Ambliopia

 

·         Difetti di refrazione (miopia, astigmatismo, ipermetropia)

 

·         Disturbi della motilità oculare (strabismo)

 

·         Anomalie delle vie lacrimali

 

·         Cataratta e glaucoma congenito

 

·         Patologie a carico della retina.

 

 

I vantaggi di una diagnosi precoce e la correzione delle anomalie refrattive nonché il monitoraggio della motilità oculare è di fondamentale importanza per una perfetta funzionalità visiva nel paziente in età adulta.

La maggior parte dei bambini strabici nei primi anni di vita può ottenere un completo recupero funzionale.

QUANDO VISITARLI

 

All’età dei 3 anni, se non ci sono disturbi particolari, tutti i bambini devono essere sottoposti ad una valutazione sia oculistica che ortottica.

 

La visita ortottica è la valutazione clinica e strumentale della motilità oculare, delle vergenze funzionali, della stereopsi e della visione binoculare. L’approfondimento di questo aspetto della funzione visiva è indispensabile nella cura di bambini ed adolescenti ed è di grande rilievo nei pazienti adulti.

 

Ci sono bambini che presentano problemi oculari senza lamentare disturbi ed è importante individuarli in tempo utile.

 

Verso i 4 anni, quando l’occhio ha raggiunto un discreto sviluppo e quando il difetto visivo più diffuso è l’ambliopia, è necessaria la visita prescolare.

 

L’ambliopia è un fenomeno molto diffuso, consiste nella diminuzione della capacità visiva di uno dei due occhi legata a diverse patologie dallo strabismo alla cataratta congenita a molto più frequentemente un difetto della vista non corretto.

 

L’ambliopia è una patologia che il bambino non è in grado di apprezzare perché essendo congenita per lui, l’occhio ambliope è normale, non apprezza differenza rispetto alla condizione che lui ha imparato a conoscere. Una diagnosi corretta effettuata in età pediatrica prescolare ci consente di affrontare il problema e nel più del 90% dei casi di risolverlo portando il visus dell’occhio ambliope, che comunemente è chiamato pigro, a valori normali.

 

Le cause possibili sono:

 

·          La presenza di uno strabismo più o meno manifesto;

·          L’anisometropia (differenza di refrazione da un occhio e l’altro) che può interferire con lo sviluppo normale della capacità visiva dell’occhio più debole;

·          Qualsiasi patologia oculare che impedisca la messa a fuoco corretta.

 

Durante la visita dei 4 anni la prima cosa che l’oculista controlla è il movimento coordinato e sincrono dei bulbi oculari. Una sua alterazione può essere il primo campanello d’allarme di una differente percezione della visione tra i due occhi e quindi potrebbe far pensare a uno strabismo. Spesso i genitori pensano sia impensabile una visita oculistica in quanto a 4 anni, il bambino non sa ancora leggere.

 

Per il controllo della vista si fa un gioco molto apprezzato dai bambini.

 

Si usa l’E di Albini che è data al bambino il quale deve posizionarla nello stesso modo in cui il medico la posiziona a distanza. La lettera parte da una grandezza che ripropone le lettere dell’ottotipo, dalla più grande alla più piccola, in questo modo possiamo quantificare il visus di ciascun occhio, ovviamente si valuta l’eventuale vizio di refrazione ed infine viene effettuata una valutazione ortottica per stabilire la presenza di un eventuale strabismo anche latente. Ecco come i genitori devono pensare la visita del loro bambino che non sa ancora leggere.

 

Verso i 6 anni, prima dell’inizio della scuola e tra i 10 e 12 anni, spesso può insorgere la miopia.

 

La miopia è un vizio refrattivo in base al quale il potere diottrico, cioè l’insieme di lenti presenti nel nostro occhio, è troppo forte rispetto alla lunghezza del bulbo, al punto che le immagini vanno a formarsi davanti la retina e pertanto risultano sfuocate.

 

Il miope vede bene gli oggetti da vicino, ma le immagini lontane gli appaiono sfuocate. Il bambino non riuscirà a vedere bene ciò che la maestra scrive sulla lavagna. L’acutezza visiva quindi a una certa distanza, subisce un calo.

 

I campanelli d’allarme che un genitore deve segnalare al medico pediatrico sono quando il bambino non riuscirà a vedere bene ciò che la maestra scrive sulla lavagna, comincia improvvisamente ad avvicinarsi troppo alla televisione, ai libri o ancora “strizza” spesso gli occhi. In genere aumenta con lo sviluppo e si stabilizza in età adulta. La correzione ouò essere fatta con occhiali, lenti a contatto e con intervento laser.

 

L'astigmatismo è un altro disturbo visivo che può comparire nel bambino. L’astigmatismo è un difetto che comporta la visione sfuocata e quindi il bambino ha difficoltà a vedere nitidi sia gli oggetti lontani sia quelli vicini.

 

L’astigmatismo è dovuto alla conformazione “ovalizzata” della cornea che non consente una messa a fuoco, precisa e puntuale sulla retina. Le immagini vengono percepite deformate lungo una certa direzione che dipende dalla direzione dell’astigmatismo; maggiore è la deformazione, tanto più elevato è il grado di astigmatismo.

 

Un certo grado di astigmatismo corneale è fisiologico (mediamente 0.50). Tale astigmatismo è compensato in modo naturale dai mezzi diottrici interni all’occhio. L’astigmatismo di grado elevato è generalmente congenito e può subire lievi variazioni nel corso della vita. L’astigmatismo irregolare può essere causato da alterazioni della cornea in seguito a traumi, lesioni e infezioni o può essere dovuto al cheratocono.

 

Il bambino che soffre di astigmatismo riferisce disturbi derivanti dal continuo cambio di messa a fuoco (accomodazione), nel tentativo di ottenere un’immagine nitida. Tali sintomi consistono in dolori ai bulbi oculari, sull’arcata ciliare, mal di testa, bruciore agli occhi e lacrimazione eccessiva. Si tratta di disturbi che si manifestano, soprattutto nelle forme lievi, prevalentemente dopo prolungato sforzo da vicino (ad esempio, lettura ed uso del video).

 

L’ipermetropia è un altro disturbo visivo che può colpire anche il bambino.

 

Si parla d’ipermetropia quando i raggi luminosi provenienti da lontano si focalizzano dietro la retina.

 

L’ipermetrope adulto vede male gli oggetti distanti e maggiormente male quelli vicini, a differenza dei bambini ipermetropi che possono vedere bene sia da lontano che da vicino! Una lieve ipermetropia è fisiologica, serve a compensare l’allungamento del bulbo con la crescita, se i bambini non fossero leggermente ipermetropi, sarebbero tutti miopi da grandi. Il bambino potrebbe avere difficoltà non solo a leggere ma anche ad apprendere!

 

I malesseri che  possono insorgere a seguito di un’ipermetropia sono il bruciore agli occhi, accompagnato da dolori e rossore sempre dell’organo visivo. Da non sottovalutare nemmeno il mal di testa, la nausea e il nervosismo. La capacità dell’occhio ipermetrope di compensare il suo difetto automaticamente causa spesso una tardiva diagnosi che, soprattutto in età pediatrica, è spesso causa di strabismo e ambliopia.

 

Lo strabismo si manifesta con un allineamento anomalo dei due occhi. Uno dei due occhi (ma talora anche entrambi) è rivolto verso il naso (convergente) o verso la tempia (divergente), ma possono anche manifestarsi strabismi verticali (verso l’alto o il basso).

 

Lo strabismo può essere una delle cause scatenanti l’ambliopia.

 

Uno strabismo non costante può essere normale nei primi 4-6 mesi, se invece dopo i 6 mesi gli occhi non sono allineati, è utile sottoporre il bambino a un esame specialistico.

 

L’esame del fondo oculare è la fase più importante della visita oculistica. Permette di valutare lo stato di salute del nervo ottico, dei vasi retinici e della retina. L’esame deve essere eseguito a pupilla dilatata, in ciclopegia. A questo punto il medico sarà in grado di valutare se il bambino dovrà portare o no gli occhiali.

 

COME CORREGGERE I DIFETTI VISIVI?

 

Purtroppo i difetti visivi sopra descritti non si possono prevenire. E’ fondamentale la visita dall’oculista di fiducia per usare la giusta correzione sin da quando si presenta.

 

L’ambliopia può essere contrastata principalmente mediante bendaggio dell’occhio sano o particolare lenti o colliri che costringano a sforzare l’occhio pigro.

 

La miopia, come l’astigmatismo e l’ipermetropia può essere corretta con occhiali e lenti a contatto.

 

L’AMBIENTE SERENO E GIOCOSO

 

La nostra equipe segue il bambino in tutto il percorso riabilitativo ortottico ed eventualmente chirurgico. E’ nostra particolare cura far si che il bambino trovi un ambiente giocoso ottenendo la serena collaborazione.


L’ambliopia è un fenomeno molto diffuso, consiste nella diminuzione della capacità visiva di uno dei due occhi legata a diverse patologie dallo strabismo alla cataratta congenita a molto più frequentemente un difetto della vista non corretto.

L’ambliopia è una patologia che il bambino non è in grado di apprezzare perché essendo congenita per lui, l’occhio ambliope è normale, non apprezza differenza rispetto alla condizione che lui ha imparato a conoscere. Una diagnosi corretta effettuata in età pediatrica prescolare ci consente di affrontare il problema e nel più del 90% dei casi di risolverlo portando il visus dell’occhio ambliope, che comunemente è chiamato pigro, a valori normali.

 

Le cause possibili sono:

·         La presenza di uno strabismo più o meno manifesto;

 

·         L’anisometropia (differenza di refrazione da un occhio e l’altro) che può interferire con lo sviluppo normale della capacità visiva dell’occhio più debole;

 

·         Qualsiasi patologia oculare che impedisca la messa a fuoco corretta.

 

 

Durante la visita dei 4 anni la prima cosa che l’oculista controlla è il movimento coordinato e sincrono dei bulbi oculari. Una sua alterazione può essere il primo campanello d’allarme di una differente percezione della visione tra i due occhi e quindi potrebbe far pensare a uno strabismo. Spesso i genitori pensano sia impensabile una visita oculistica in quanto a 4 anni, il bambino non sa ancora leggere.

 

Per il controllo della vista si fa un gioco molto apprezzato dai bambini.

 

Si usa l’E di Albini che è data al bambino il quale deve posizionarla nello stesso modo in cui il medico la posiziona a distanza. La lettera parte da una grandezza che ripropone le lettere dell’ottotipo, dalla più grande alla più piccola, in questo modo possiamo quantificare il visus di ciascun occhio, ovviamente si valuta l’eventuale vizio di refrazione ed infine viene effettuata una valutazione ortottica per stabilire la presenza di un eventuale strabismo anche latente. Ecco come i genitori devono pensare la visita del loro bambino che non sa ancora leggere.

Verso i 6 anni, prima dell’inizio della scuola e tra i 10 e 12 anni, spesso può insorgere la miopia.

La miopia è un vizio refrattivo in base al quale il potere diottrico, cioè l’insieme di lenti presenti nel nostro occhio, è troppo forte rispetto alla lunghezza del bulbo, al punto che le immagini vanno a formarsi davanti la retina e pertanto risultano sfuocate.

Il miope vede bene gli oggetti da vicino, ma le immagini lontane gli appaiono sfuocate. Il bambino non riuscirà a vedere bene ciò che la maestra scrive sulla lavagna. L’acutezza visiva quindi a una certa distanza, subisce un calo.

I campanelli d’allarme che un genitore deve segnalare al medico pediatrico sono quando il bambino non riuscirà a vedere bene ciò che la maestra scrive sulla lavagna, comincia improvvisamente ad avvicinarsi troppo alla televisione, ai libri o ancora “strizza” spesso gli occhi. In genere aumenta con lo sviluppo e si stabilizza in età adulta. La correzione ouò essere fatta con occhiali, lenti a contatto e con intervento laser.

 

L'astigmatismo è un altro disturbo visivo che può comparire nel bambino. L’astigmatismo è un difetto che comporta la visione sfuocata e quindi il bambino ha difficoltà a vedere nitidi sia gli oggetti lontani sia quelli vicini.

L’astigmatismo è dovuto alla conformazione “ovalizzata” della cornea che non consente una messa a fuoco, precisa e puntuale sulla retina. Le immagini vengono percepite deformate lungo una certa direzione che dipende dalla direzione dell’astigmatismo; maggiore è la deformazione, tanto più elevato è il grado di astigmatismo.

Un certo grado di astigmatismo corneale è fisiologico (mediamente 0.50). Tale astigmatismo è compensato in modo naturale dai mezzi diottrici interni all’occhio. L’astigmatismo di grado elevato è generalmente congenito e può subire lievi variazioni nel corso della vita. L’astigmatismo irregolare può essere causato da alterazioni della cornea in seguito a traumi, lesioni e infezioni o può essere dovuto al cheratocono.

 

Il bambino che soffre di astigmatismo riferisce disturbi derivanti dal continuo cambio di messa a fuoco (accomodazione), nel tentativo di ottenere un’immagine nitida. Tali sintomi consistono in dolori ai bulbi oculari, sull’arcata ciliare, mal di testa, bruciore agli occhi e lacrimazione eccessiva. Si tratta di disturbi che si manifestano, soprattutto nelle forme lievi, prevalentemente dopo prolungato sforzo da vicino (ad esempio, lettura ed uso del video).

 

L’ipermetropia è un altro disturbo visivo che può colpire anche il bambino.

 

Si parla d’ipermetropia quando i raggi luminosi provenienti da lontano si focalizzano dietro la retina.

L’ipermetrope adulto vede male gli oggetti distanti e maggiormente male quelli vicini, a differenza dei bambini ipermetropi che possono vedere bene sia da lontano che da vicino! Una lieve ipermetropia è fisiologica, serve a compensare l’allungamento del bulbo con la crescita, se i bambini non fossero leggermente ipermetropi, sarebbero tutti miopi da grandi. Il bambino potrebbe avere difficoltà non solo a leggere ma anche ad apprendere!

I malesseri che  possono insorgere a seguito di un’ipermetropia sono il bruciore agli occhi, accompagnato da dolori e rossore sempre dell’organo visivo. Da non sottovalutare nemmeno il mal di testa, la nausea e il nervosismo. La capacità dell’occhio ipermetrope di compensare il suo difetto automaticamente causa spesso una tardiva diagnosi che, soprattutto in età pediatrica, è spesso causa di strabismo e ambliopia.

 

Lo strabismo si manifesta con un allineamento anomalo dei due occhi. Uno dei due occhi (ma talora anche entrambi) è rivolto verso il naso (convergente) o verso la tempia (divergente), ma possono anche manifestarsi strabismi verticali (verso l’alto o il basso).

 

Lo strabismo può essere una delle cause scatenanti l’ambliopia.

Uno strabismo non costante può essere normale nei primi 4-6 mesi, se invece dopo i 6 mesi gli occhi non sono allineati, è utile sottoporre il bambino a un esame specialistico.

L’esame del fondo oculare è la fase più importante della visita oculistica. Permette di valutare lo stato di salute del nervo ottico, dei vasi retinici e della retina. L’esame deve essere eseguito a pupilla dilatata, in ciclopegia. A questo punto il medico sarà in grado di valutare se il bambino dovrà portare o no gli occhiali.

L’ambliopia è un fenomeno molto diffuso, consiste nella diminuzione della capacità visiva di uno dei due occhi legata a diverse patologie dallo strabismo alla cataratta congenita a molto più frequentemente un difetto della vista non corretto.

 

L’ambliopia è una patologia che il bambino non è in grado di apprezzare perché essendo congenita per lui, l’occhio ambliope è normale, non apprezza differenza rispetto alla condizione che lui ha imparato a conoscere. Una diagnosi corretta effettuata in età pediatrica prescolare ci consente di affrontare il problema e nel più del 90% dei casi di risolverlo portando il visus dell’occhio ambliope, che comunemente è chiamato pigro, a valori normali.

Le cause possibili sono :

·         La presenza di uno strabismo più o meno manifesto;

 

·         L’anisometropia (differenza di refrazione da un occhio e l’altro) che può    interferire con lo sviluppo normale della capacità visiva dell’occhio più debole;

 

·         Qualsiasi patologia oculare che impedisca la messa a fuoco corretta.

 

 

 

Durante la visita dei 4 anni la prima cosa che l’oculista controlla è il movimento coordinato e sincrono dei bulbi oculari. Una sua alterazione può essere il primo campanello d’allarme di una differente percezione della visione tra i due occhi e quindi potrebbe far pensare a uno strabismo. Spesso i genitori pensano sia impensabile una visita oculistica in quanto a 4 anni, il bambino non sa ancora leggere.

Per il controllo della vista si fa un gioco molto apprezzato dai bambini.

 

Si usa l’E di Albini che è data al bambino il quale deve posizionarla nello stesso modo in cui il medico la posiziona a distanza. La lettera parte da una grandezza che ripropone le lettere dell’ottotipo, dalla più grande alla più piccola, in questo modo possiamo quantificare il visus di ciascun occhio, ovviamente si valuta l’eventuale vizio di refrazione ed infine viene effettuata una valutazione ortottica per stabilire la presenza di un eventuale strabismo anche latente. Ecco come i genitori devono pensare la visita del loro bambino che non sa ancora leggere.

Lo strabismo si manifesta con un allineamento anomalo dei due occhi.

Uno dei due occhi (ma talora anche entrambi) è rivolto verso il naso (convergente) o verso la tempia (divergente), ma possono anche manifestarsi strabismi verticali (verso l’alto o il basso).

 

Lo strabismo può essere una delle cause scatenanti l’ambliopia.

Uno strabismo non costante può essere normale nei primi 4-6 mesi, se invece dopo i 6 mesi gli occhi non sono allineati, è utile sottoporre il bambino a un esame specialistico.

 

Il trattamento dello strabismo è finalizzato, innanzitutto, al recupero visivo e funzionale di entrambi gli occhi.

Solo quando si sarà ottenuto un buon visus o l'alternanza di visione dei due occhi, si potrà passare alla fase successiva, cioè all'eventuale riallineamento chirurgico dei bulbi oculari.

 

La terapia quindi si basa sulla correzione ottica, sulla terapia anti-ambliopica e sull'eventuale chirurgia.