CENTRO DI IPOVISIONE

L'ipovisione è una condizione di acutezza visiva molto limitata che ha notevoli conseguenze sulla vita quotidiana. Un soggetto si considera ipovedente quando ha un visus compreso fra 1/20 e 3/10 nell’occhio migliore. Un soggetto è cieco (parziale) quando l’acuità visiva corretta nell’occhio migliore è inferiore a 1/20. Avere un visus pari a 3/10 significa leggere a 3 metri di distanza caratteri che l'individuo normale riconosce a 10 metri e quindi un visus pari a 1/20 significa leggere a un metro quelle lettere che una persona normale legge a 20 metri!

 

Il visus considera l’acutezza visiva centrale cioè la capacità di vedere i dettagli di un oggetto che si sta fissando. Si parla in questo caso di “ipovisione centrale”, questa determina in genere la perdita della capacità di lettura e scrittura e di riconoscimento dei volti. In realtà, quando noi guardiamo, non solo percepiamo la parte centrale di un oggetto, ma anche lo spazio circostante e quindi anche la riduzione dello spazio circostante all’oggetto che si sta fissando è causa d’ipovisione. La visione periferica è importante per l’orientamento nello spazio e quindi in caso di “ipovisione periferica” si hanno ad esempio notevoli difficoltà di deambulazione.

La drastica riduzione delle capacità visive muta profondamente lo stile di vita delle persone perché spesso sono limitate molte attività della vita quotidiana: la cura della persona, leggere, scrivere, guardare la televisione, comporre un numero telefonico, usare un computer o usare un mezzo di trasporto pubblico.

 

Numerose sono le patologie che possono condurre all’ipovisione tra queste le più frequenti sono le maculopatie, la retinopatia diabetica, il glaucoma.

 

Una volta diagnostica la patologia ed inquadrato il paziente come soggetto ipovedente, la nostra equipe si occupa della sua presa in carico e della creazione di un progetto di riabilitazione visiva ad hoc.

Il primo passo nel percorso che facciamo con i nostri pazienti ipovedenti è quello di provare a comprendere profondamente le reali esigenze, le motivazioni e gli obiettivi di ciascuno. Attraverso un colloquio mirato, facciamo sì che la persona si faccia conoscere attraverso la sua storia e la sua vita quotidiana. Ci piace pensare che i nostri pazienti dell’area ipovisione che arrivano presso le nostre strutture pensando a “Quanto non ci vedo più” tornino a casa riflettendo su “Quanto ancora posso fare con la mia vista…”

 

Dopo un approfondito esame della capacità visiva e della funzione visiva che non si limita solo alla misurazione del visus, si stabilisce con il paziente il progetto riabilitativo che sarà personalizzato secondo le esigenze, le competenze e gli obiettivi del paziente stesso. Secondo la patologia, la capacità visiva residua ed il tipo di ipovisione è possibile effettuare in sede una prova degli ausili sia di tipo ottico, che vanno a compensare il deficit attraverso lenti particolari, sia di tipo elettronico come i video ingranditori portatili, da tavolo, palmari (collegabili al PC o alla TV o provvisti di proprio schermo) software ingrandenti, screen-reader più sintesi vocale e/o barra Braille, sistemi di lettura vocale, agende elettroniche, computer palmari e telefonia mobile, etc.

Esistono oggi moltissimi ausili per consentire ad un ipovedente di svolgere molte delle attività che aveva abbandonato!

 

Di fondamentale importanza nel processo di riabilitazione visiva, laddove ve ne sia l’indicazione è l’utilizzo di sistemi di fotostimolazione. Questi consentono con particolari strategie di migliorare l’utilizzo della nuova porzione di retina (il PRL) che i pazienti affetti da maculopatie utilizzano spontaneamente al posto della fovea danneggiata.

Con queste tecniche è possibile migliorare l’utilizzo di tale locus e in questo modo si ottengono dei miglioramenti in termini di miglioramento della funzionalità visiva e di stabilità della fissazione.

 

In alcuni casi, in relazione agli esiti di una visita specifica, possiamo affidarci alla chirurgia.

Per alcune patologie, come la degenerazione maculare senile in forma atrofica, Stargardt etc., e se il paziente rientra nei criteri d’inclusione, è possibile fare un intervento chirurgico che attraverso l’impianto di una lente IOL-VIP o IOL-K consente in molti casi addirittura un raddoppio del visus.