B.U.T. (Break Up Time)

B.U.T. sta per Break Up Time, cioè il tempo di rottura del film lacrimale. Può essere considerato come indice di qualità della stabilità del film lacrimale.

 

Si studia alla lampada a fessura verificando appunto "la rottura" del film lacrimale, cioè la presenza di una macchia secca entro circa 10 secondi successivi ad un ammiccamento.

 

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Il campo visivo computerizzato è un esame che consente di valutare la funzionalità della  retina e del nervo ottico.

 

Il campo visivo permette di quantificare e rilevare le perdite assolute e relative di sensibilità retinica, evidenziando gli eventuali difetti periferici o centrali.

 

 

E' estremamente utile per valutare non solo l’esordio, ma anche  la progressione di una malattia potenzialmente invalidante come il glaucoma.

 

Viene, inoltre, utilizzato per studiare le alterazioni campimetriche che si riscontrano nelle patologie neurologiche (neuriti ottiche, edema della papilla, adenoma ipofisario etc) e nelle affezioni cerebro-vascolari (ischemia del nervo ottico).

 

 

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La capsulotomia è un trattamento effettuato con un particolare laser detto yag per la terapia della cataratta secondaria.

 

La cataratta secondaria è un'evenienza che sopraggiunge in una certa percentuale dopo l'intervento di cataratta.

 

In questo caso la capsula su cui poggia il cristallino artificiale impiantato, si opacizza determinando appunto la cataratta secondaria che provoca un annebbiamento della vista.

 

Tramite una serie di precisi spot laser, la capsula posteriore viene aperta come una tenda, lasciando un'ampia finestra in cui il cristallino artificiale è perfettamente trasparente.

 

Il trattamento è ambulatoriale ed assolutamente indolore.

 

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La curva tonometrica consiste nella misurazione della pressione intraoculare  effettuata ad intervalli regolari per più volte durante il corso della giornata.

 

Questo esame permette di individuare eventuali importanti variazioni della pressione intraoculare durante l’arco della giornata. E' un esame utile pertanto nella diagnosi e nel follow up del glaucoma.

 

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L'ecobiometria è un esame preparatorio per l'intervento di cataratta o di lensectomia a scopo refrattivo.

Misura la lunghezza del bulbo oculare e consente di calcolare il potere del cristallino da impiantare. L'esame è indolore e rapido.

 

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L'esame ortottico è essenzialmente rivolto alla valutazione di anomalie della visione binoculare come strabismi, ambliopie, paralisi oculari. La visita ortottica si occupa quindi in generale dei deficit innervazionali, muscolari e sensoriali che colpiscono l'apparato visivo.

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La fluorangiografia consente lo studio dinamico della circolazione a livello retinico e delle patologie correlate. Si effettua a pupilla dilatata iniettando in vena un mezzo di contrasto (la fluoresceina sodica).

 

Si valutano in tal modo eventuali anomalie della retina, della coroide e del nervo ottico. Dopo l'esame può presentarsi una leggera colorazione della cute e delle urine che sparisce dopo circa un paio di ore.

 

Il mezzo di contrasto può causare una reazione allergica pertanto è importante eseguire l'esame a digiuno e dopo terapia desensibilizzante.

 

PREPARAZIONE ALL’ESAME

Prima di eseguire una fluorangiografia è necessario sottoporsi ad alcuni esami:                     

 

·          glicemia           

·          azotemia            

·          creatininemia  

·          proteinuria di Bence Jones      

·          elettrocardiogramma relazionato.      

 

Il paziente deve seguire una terapia antiallergica e digiunare nelle 5 ore precedenti all'esame.

 

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La fotocoagulazione Laser permette:


la distruzione selettiva dei tessuti patologici (aree di ischemia, neoformazioni); 

l’obliterazione dei vasi anomali (angiomi, aneurismi, membrane neovascolari, ecc.);

la formazione di cicatrici resistenti corioretiniche (prevenzione di distacchi di retina, limitazione di retinoschisi, ecc.);

coagulazione per distruzione dell’epitelio pigmentato.in alcune patologie come le occlusioni venose o la retinopatia diabetica viene condotta in modo mirato sulle alterazioni microvascolari responsabili dell’edema, al fine di ottenere l’obliterazione delle stesse.

 

Quando l’area di edema risulta particolarmente estesa il trattamento viene condotto mediante spot non confluenti disposti a griglia (fotocoagulazione a griglia).

 

La fotocoagulazione laser delle aree retiniche che fluorangiograficamente risultano non irrorate, consente di combattere i fattori responsabili dei neovasi. Si deve procedere per gradi con una fotocoagulazione graduale di tutta l’ischemia retinica. Successivamente il trattamento potrà essere esteso fino ad interessare una gran parte della retina (fotocoagulazione panretinica).               

 

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L'angiografia al verde d'indocianina è un esame utile soprattutto per la diagnosi delle malattie coroideali, vale a dire della parte dell'occhio più ricca di arterie e vene, che fa da supporto alla retina. E' utile anche per approfondire i dati desunti da altri esami (ad esempio la fluorangiografia), in caso di emorragie, tumori ecc..

 

 

 

L'esame prevede l'iniezione in vena  di una sostanza (il verde d'indocianina o l'infracianina) che rende possibile riprendere il fondo dell'occhio con una telecamera specifica.

 

 

 

Come nella fluorangiografia sono necessari alcuni esami di laboratorio. Il mezzo di contrasto può causare una reazione allergica pertanto è importante eseguire l'esame a digiuno e dopo terapia desensibilizzante.

 

 

 

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L'iridotomia eseguita con lo yag laser consiste nel praticare un forellino all'interno dell'iride, che consente un passaggio facilitato dell’umore acqueo dalla camera posteriore alla camera anteriore.

 

Può essere effettuata per risolvere un attacco acuto di glaucoma e nei glaucomi a rischio di chiusura d’angolo.

 

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La microperimetria è un’indagine diagnostica non invasiva che permette di creare una mappa della sensibilità della retina centrale.

 

Consente di studiare la fissazione ed è pertanto un esame particolarmente indicato per lo studio delle patologie causa di ipovisione.

 

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L'oct ossia la tomografia a coerenza ottica è un esame diagnostico non invasivo che consente di eseguire una sorta di esame istologico in vivo della retina.

È un esame indicato per la diagnosi ed il follow up delle patologie retiniche.
 
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La pachimetria corneale è  un esame che consente di misurare lo spessore della cornea. Tale spessore viene misurato in micron. La pachimetria può essere eseguita con un sistema ad ultrasuoni previa istillazione di collirio anestetico o con un sistema ottico.

E' indispensabile nella valutazione pre-chirurgia refrattiva, è inoltre importante nei ritrattamenti di pazienti già sottoposti a chirurgia refrattiva per riconoscere ed escludere dal trattamento pazienti con ectasie corneali. E' di grande utilità nella valutazione dei pazienti che presentano ipertono oculare.

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Il Pentacam è un tomografo che genera immagini di Scheimpflug attraverso una telecamera rotante e consente di analizzare con estrema precisione tutte le strutture del segmento anteriore dell'occhio: faccia anteriore e posteriore della cornea, iride, cristallino etc. é uno strumento di particolare utilità tra l'altro nella chirurgia refrattiva, nella diagnosi e nel follow up del cheratocono.

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La retinografia è un esame che consente di fotografare il fondo oculare.

Fornisce una documentazione permanente della retina osservata alla oftalmoscopia; risulta pertanto essenziale quando si debbano fare confronti nel tempo delle condizioni fondo oculare e discutere degli effetti di un trattamento.
 
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Si tratta di un'area dedicata alle problematiche legate all'ipovisione derivante da patologie retiniche o da ambliopia. La riabilitazione visiva viene eseguita con diverse metodiche, tra le quali la fotostimolazione con metodica flashing. Racchiude un progetto ritagliato sulle esigenze specifiche di ciascun paziente.

 

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E’ un esame diagnostico per la valutazione del disco ottico e dello strato delle fibre nervose retiniche (RNFL). Viene eseguito con la tomografia a coerenza ottica ed è particolarmente utile nella diagnosi precoce del glaucoma.

 

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L'SLT ossia il laser per la trabeculoplastica selettiva è un trattamento utilizzato nella cura del glaucoma ad angolo aperto,nei casi in cui la terapia topica sia mal tollerata o insufficiente o la compliance del paziente sia non adeguata, nel glaucoma esfoliativo, nel glaucoma pigmentario.

 

Consiste nell' esecuzione di stimolazioni termiche a livello del trabecolato tali da determinare un incremento della sua capacità di deflusso con conseguente calo della pressione intraoculare.

 

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Il test di Schirmer è un test utilizzato per valutare la lacrimazione basale e riflessa. Viene effettuato inserendo nel fornice congiuntivale una striscia di carta bibula per alcuni minuti.

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La tonometria consiste nella misurazione del tono oculare cioè della pressione esercitata dall'umor acqueo all'interno dell'occhio. Può essere eseguita con strumenti diversi ed è fondamentale come indicazione per la diagnosi di glaucoma.

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La topografia è un esame diagnostico che consente di misurare i principali parametri corneali tra i quali la curvatura della superficie anteriore.

È un esame non invasivo utile nella diagnosi del cheratocono e nella chirurgia refrattiva.

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Il gdx è un polarimetro a scansione laser che consente di studiare la birifrangenza delle fibre del nervo ottico per valutare eventuali alterazioni delle stesse.

 

Tale strato risulta assottigliato rispetto alla norma fin dalle fasi più precoci del glaucoma, quando il campo visivo è ancora nella norma.

Il GDx confronta i dati del singolo paziente con quelli di un database normativo stratificato per età.

 

E' un esame molto utile nella prevenzione del glaucoma e nel follow up della patologia.

 

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Che cos’è un test genetico?

 

Per test genetico si intende l'analisi del DNA individuale a scopo clinico. Tale analisi consente di evidenziare alterazioni correlate con patologie o disturbi ereditabili (mutazioni e polimorfismi).  Questa definizione include gli screening prenatali, neonatali e dei portatori ed i test sulle famiglie a rischio. I risultati di queste indagini si possono applicare alla diagnosi ed alla prognosi di malattie ereditarie, alla predizione del rischio-malattia ed all'identificazione dei portatori sani.

 

Esistono tre tipologie principali di test genetico: i test diagnostici, che stabiliscono la presenza di patologie in atto, i test preclinici (o presintomatici), che rilevano alterazioni patologiche prima che si manifestino i sintomi della malattia, ed i test di suscettibilità per una malattia o del rischio di contrare la stessa. A quest’ultimo gruppo appartengono tutti quei test che forniscono informazioni probabilistiche sulla predisposizione genetica e comprendono anche i Test genetici relativi alla DMLE.

 

AMD genetic test 6

 

Approfonditi studi di screening del genoma umano hanno permesso di identificare diverse regioni del DNA in cui sono allocati geni le cui varianti o polimorfismi permettono di predire un possibile futuro sviluppo di AMD. Una analisi comparata di decine di migliaia di fattori genetici in pazienti con AMD ed in soggetti sani ha permesso di identificare un numero limitato di polimorfismi correlati alla AMD nella sua forma avanzata.

 

AMD Genetic Test 6 è un test che valuta 6 polimorfismi in 5 geni e permette di stimare il rischio genetico di insorgenza e progressione della Degenerazione Maculare.

La conoscenza acquisita del rischio genetico per la Degenerazione Maculare implica una attenta valutazione di tutti i fattori di rischio (Età, fumo, obesità, esposizione eccessiva alla luce solare, ecc…) allo scopo di mettere a punto strategie terapeutiche tali da prevenire la perdita della funzione visiva.

 

Questo giustifica una analisi genetica dei polimorfismi per la valutazione del rischio di sviluppare AMD prima che si presentino i sintomi, e ciò sia nei soggetti esposti a fattori predisponenti che in quelli appartenenti a famiglie affette.

 

In caso di familiarità per AMD o di esposizione a fattori di rischio, è utile valutare insieme al proprio oculista, l’opportunità di effettuare il test per la valutazione del rischio genetico.

 

Modalità di prelievo per il TEST AMD

 

Il DNA sul quale si effettua il test genetico DMLE viene ottenuto tramite un comune tampone orale. L’operazione è molto semplice, rapida, non invasiva e del tutto indolore. Essa consiste nell’utilizzo di uno spazzolino morbido monouso sterile che viene sfregato per pochi secondi contro la parete interna delle guance. Tale operazione consente di ottenere dalla mucosa orale piccole quantità di cellule contenenti il DNA del soggetto, che verrà estratto e sottoposto all’indagine genetica.

 

(tratto dal sito del produttore OOgroup.it)

 

Il test si effettua in tutte le sedi in cui operiamo, maggiori informazioni alla pagina sedi.

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A partire da questo mese la nostra struttura si e’ dotata di un nuovo laser per l’eliminazione dei cosidetti corpi mobili o mosche volanti!
La vitreolisi utilizza un sistema YAG laser specificamente disegnato per vaporizzare gli addensamenti vitreali (le c.d. miodesopsie)
Si tratta di una procedura indolore, relativamente semplice e poco invasiva che consente a chi soffre di questa fastidiosissima patologia di riprendere in breve tempo un normale stile di vita, senza dover ricorrere ad interventi invasivi come la vitrectomia!
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